Smartphone e braccialetti elettronici, armi potenti per gestire disturbo bipolare e depressione

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Resi noti i primi risultatai della ricerca internazionale Radar-Cns. Il progetto sta esplorando il potenziale dei “dispositivi portatili” nel prevenire e curare una serie di disturbi mentali, dal disturbo bipolare alla depressione. Ma anche sclerosi multipla e epilessia. Tra i ricercatori anche quelli del Fatebenefratelli di Brescia.

01 LUG – Uno smartphone può essere decisivo nel combattere il disturbo bipolare. E’ quanto è emerso dalla prima riunione del programma di ricerca internazionale Radar-Cns, che si è svolta a Brescia dal 15 al 17 giugno. Come ha spiegato Giovanni De Girolamo dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, che collabora al progetto, è stato scoperto che le persone che soffrono di un disturbo bipolare ottengono la prima diagnosi corretta ben sei anni dopo il primo episodio della malattia.

Nel disturbo bipolare i primi trattamenti specifici sono assolutamente necessari in quanto il disturbo può essere ottimamente trattato se diagnosticato in maniera appropriata. Gli studi effettuati nell’ambito di Radar, hanno dimostrato per la prima volta questo intervallo dei sei anni, che è dannosissimo e spiega perché un device elettronico possa essere decisivo. Il programma di ricerca Radar-Cns sta infatti esplorando il potenziale dei “dispositivi portatili” (come smartphone e braccialetti elettronici) nel prevenire e curare malattie come il disturbo bipolare, la depressione, la sclerosi multipla e l’epilessia.

L’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è tra le 24 istituzioni di ricerca impegnate in questo programma, finanziato con 11 milioni di euro e sostenuto dalla ‘Innovative Medicines Initiative’ (Imi) della Commissione Europea. Si tratta di un progetto volto a monitorare i sintomi e la qualità della vita dei pazienti, quindi anche a calibrare meglio i trattamenti, attraverso strumenti di valutazione continui che agiscono in ‘remoto’ (ossia a distanza dal centro clinico o dallo studio del medico), come smartphone e dispositivi indossabili: questi consentiranno di ottenere un quadro completo, ed in tempo reale, delle condizioni del paziente ad un livello di dettaglio in precedenza irraggiungibile. Inoltre, questo tipo di monitoraggio potrebbe far sì che il trattamento inizi prima che il quadro clinico del paziente si aggravi, prevenendo le ricadute o evitando che il paziente attenda un peggioramento delle proprie condizioni di salute prima di cercare un consulto medico.

La collaborazione è guidata congiuntamente dal King’s College di Londra e dalla Janssen Farmaceutici, ed è finanziata, come si è detto, nell’ambito della ‘Innovative Medicines Initiative’ (un partenariato pubblico-privato creato tra la Federazione Europea delle Industrie del settore Farmaceutico, e l’Unione Europea) e comprende 24 istituzioni ed aziende provenienti da vari paesi d’ Europa e dagli Stati Uniti. Il programma riunisce esperti provenienti da diversi campi disciplinari, tra cui la clinica e la ricerca biomedica, l’ingegneria, l’informatica, le tecnologie informatiche e la biostatistica.

Radar-Cns è un programma di lavoro che – in linea con i principi alla base del lavoro in campo assistenziale dei centri dell’Ordine del Fatebenefratelli– coinvolge in prima persona i pazienti nella sperimentazione in oggetto. I pazienti saranno infatti chiamati a identificare i sintomi più importanti ed a consigliare i ricercatori sul modo migliore per attuare le tecnologie di misurazione e monitoraggio a distanza, in modo che tale innovazione – che pone ovvi problemi di privacy – sia per essi accettabile e coinvolgente. Ove possibile, si utilizzeranno le tecnologie più economiche e disponibili in tutti i Paesi, in modo che i risultati finali possono essere resi disponibili al maggior numero possibile di pazienti. Il programma di lavoro durerà fino al 2021.

Quotidiano della Sanità

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