Cachessia neoplastica: come prevenirla e trattarla

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Alimentazione in prima linea…riconoscere e intervenire

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La cachessia neoplastica (CN) è una sindrome metabolica complessa frequentemente riscontrata nei pazienti con cancro in stadio avanzato, caratterizzata dalla perdita progressiva di massa muscolare ma diversa dalla malnutrizione. Il bilancio proteico ed energetico negativo è causato da un ridotto introito calorico, da alterazioni metaboliche, da cause secondarie quali un’alterata integrità e funzionalità del tratto gastroenterico, malassorbimento intestinale da sindromi post-chirurgiche, tossicità dei trattamenti chemio-radioterapici, dolore e depressione.
La perdita di peso involontaria è il primo criterio diagnostico della CN, che deve essere sospettata se viene osservata una perdita involontaria di peso > 5% del peso nell’arco di 6 mesi o una perdita di peso >2% in caso di un paziente con BMI<20 o con una diagnosi di sarcopenia.
I principali parametri da valutare sono la composizione corporea, in particolare della massa magra, le variazioni dell’appetito e dell’apporto nutrizionale, la valutazione della capacità funzionale. La fase di screening deve includere la valutazione del peso e le sue variazioni nel tempo, BMI, massa magra, mentre il trattamento deve tenere in considerazione la prognosi del paziente e la presenza di sintomi non controllati (nausea, vomito, stipsi, dolore ecc.).
È fondamentale instaurare un trattamento quanto più precocemente possibile basato sul counseling alimentare con l’eventuale somministrazione di integratori nutrizionali.
Nelle fasi avanzate il trattamento dovrebbe essere finalizzato a recuperare il peso corporeo e la massa muscolare o a evitare ulteriori peggioramenti.
Possono essere impiegati tutti i tipi di supporto nutrizionale, a partire dalla prescrizione di una adeguata dieta alimentare, all’utilizzo di integratori, alla nutrizione parenterale o enterale in ospedale o a domicilio.
La scelta dipende dallo stato di nutrizione del paziente, dalla funzionalità del tratto digerente, dal programma terapeutico e dalla prognosi.
La terapia dietetica dovrebbe prevedere pasti piccoli e frequenti, 5-6 volte die, utilizzando alimenti altamente energetici, preferendo per contrastare la nausea i solidi ai liquidi, il salato al dolce e l’uso moderato di spezie perché potrebbero peggiorare i sintomi.
Le linee guida ESPEN indicano che la nutrizione artificiale è raccomandata quando l’introito calorico per via naturale scende al di sotto del 60% del fabbisogno energetico stimato, per un periodo uguale o superiore a 7 giorni e con la nutrizione enterale quale trattamento di prima scelta (utili le formule immunomodulanti contenenti arginina, nucleotidi e acidi grassi omega-3).
In relazione all’estrema eterogeneità del paziente neoplastico, non è possibile individuare indicatori di efficacia del trattamento nutrizionale.

Author Information: Marco Tonelli

Per approfondimenti:
Linee guida AIOM: Trattamento e prevenzione della cachessia neoplastica. Ed.2015
Nutritional Support in Cancer Patients: A Position Paper from the Italian Society of Medical Oncology (AIOM) and the Italian Society of Artificial Nutrition and Metabolism (SINPE) – J Cancer, 2016; 7(2): 131-135.

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