La SMEP

logo-smepSocietà di medicina estetica sintomatica e palliativa

                                                                    Presidente  Fulvio Tomaselli  M.D.

Dal 2004 abbiamo portato la medicina estetica nella malattia

 

E’ noto, che l’aspetto fisico riveste una importanza considerevole nei rapporti interpersonali, ma in questo caso, può vacillare il rapporto intrapersonale facilitando un decremento della forza interiore necessaria.

Compito precipuo del Servizio di M.E. potrebbe essere la “cura del frivolo”, volendo intendere con tale leggerissimo termine, tutto quello che esula dalla terapia psicofisica propriamente detta, ma che si accosta perfettamente alla valorizzazione di ciò che è aspetto , malgrado le ingiurie ricevute dalla malattia.

Tendere all’essere attraverso l’apparire.

 

Dallo Statuto:

“L’Associazione ha lo scopo di promuovere la ricerca scientifica sperimentale e clinica, i trials di studio e le ricerche scientifiche finalizzate, la prevenzione primaria e secondaria, la qualità delle cure palliative e, la continuità terapeutica del paziente mediante la costituzione di Linee Guida elaborate anche attraverso la collaborazione con l’Agenzia per i Servizi sanitari Regionali e con la Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane, la interdisciplinarietà, le cure domiciliari, incentivare campagne di educazione e di sensibilizzazione rivolte alla popolazione. Si propone inoltre di contribuire alla formazione e all’aggiornamento tecnico – professionale  e alle attività di formazione permanente nei confronti degli associati con i programmi annuali di attività formativa di Educazione Continua in Medicina (ECM) ed alla formazione di strutture accreditate intra ed extra ospedaliera per l’assistenza al paziente in trattamento palliativo.

 

Roma, Via Francesco Severi 10, 00166

fultomas1@gmail.com; medestpalliativa@gmail.com

http://www.fulviotomaselli.me

+39 337745882

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Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica Palliativa

Dott. Fulvio Tomaselli Dott.  Gloriana Assalti

Società di medicina estetica palliativa

Nella lingua italiana, il termine palliativo è spesso usato come sinonimo di qualcosa di inutile, di fittizio, o anche di “effetto placebo”. Al contrario bisogna rendersi conto che “palliativo” vuol dire che non agisce sulla causa della malattia (terapia eziologica).

Il termine deriva da “palliare”, ovvero coprire, nascondere con un pallio, che nell’Antica Grecia e nell’Antica Roma era il telo di lana che si poggiava su una spalla e si drappeggiava intorno al corpo, sopra la tunica.

Il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza. Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie. Alcuni interventi palliativi sono applicabili anche più precocemente nel decorso della malattia, in aggiunta al trattamento etiologico.

 

Nella visione Deontologica e etica, che prevede la coniugazione della prestazione sanitaria con il concetto di presa in carico del Paziente, viene attuato un percorso multidisciplinare che coinvolge a pari responsabilità Psicologi, Assistenti Sociali, Fisioterapisti e Medici di Specialità afferenti.

 

Nel 2004, per la prima volta, a questa “forza operativa” esistente, si è considerato possa essere di incremento, nell’accudimento del Paziente, quanto è proprio di un Servizio Ambulatoriale di medicina estetica dedicata alla malattia cronica o a lungo termine.

E’ noto, che l’aspetto fisico riveste una importanza considerevole nei rapporti interpersonali, ma in questo caso, può vacillare il rapporto intrapersonale facilitando un decremento della forza interiore necessaria.

Compito precipuo del Servizio di M.E. potrebbe essere la “cura del frivolo”, volendo intendere con tale leggerissimo termine, tutto quello che esula dalla terapia psicofisica propriamente detta, ma che si accosta perfettamente alla valorizzazione di ciò che è aspetto , malgrado le ingiurie ricevute dalla malattia.

Tendere all’essere attraverso l’apparire.

Potrebbe apparire fatuo e contraddittorio, ma la particolare congiuntura, impone deroghe alla prassi, in nome di una etica professionale disegnata sul bisogno.

La particolare qualità del BISOGNO deve essere posta come denominatore comune della presa in carico, articolando i processi prestazionali in virtù di un visibile riscontro, di una piena compartecipazione e soddisfazione del Paziente, capace di spostare la sua attenzione dalla malattia, alla vita intorno alla malattia

La presa in carico da parte del Servizio di M.E. dovrà essere la più precoce possibile e posta in essere senza limiti di tempo, legata al bisogno della Persona e non al bisogno terapeutico o al limite prognostico.

 

Modalità

 

Gli inestetismi derivanti dalla malattia sono noti: i bisogni derivanti, sono personali.

Compito dell’Operatore M.E. sarà favorirne la individuazione e far conoscere gli eventuali rimedi e solo in seguito, provvedere alla erogazione prestazionale sempre minimamente invasiva e sicura.

L’erogazione prestazionale avviene nell’ambito di un Ambulatorio di medicina estetica

Il Servizio di M.E. in accordo e sintonia con   gli altri Servizi coinvolti, si rende presente     regolarmente, con una cadenza   reputata utile e soggetta a aggiustamenti, per incontrare una prima volta, tutti i pazienti del Day Hospital o in regime di ricovero, tenendo conto della turnazione legata al calendario terapeutico individuale.

Gli incontri individuali saranno programmati ad personam.

Tutte le prestazioni sono state  valutate collegialmente, a priori  dai Medici curanti e dal Servizio di Medicina Estetica, per individuare eventuali controindicazioni e provvedere, quando possibile, agli aggiustamenti.

Rimane inteso che la cura del Paziente sarà oggetto di continuo scambio fra i Co-Operatori, in momenti deputati e con i mezzi idonei, per accompagnarlo in un percorso di vita .

 

Le Risorse Umane

 

Gli Operatori del Servizio di M.E. dovranno essere preparati a muoversi nell’ambito della “terapia palliativa”, imparando a leggere una realtà che ognuno conosce, ma spesso in maniera inesatta..

A tale scopo sarà inderogabile un arruolamento degli Operatori sulla base di una valutazione psicologica individuale, che indaghi sulla volontà di partecipare, sulla comunione di intenti con gli altri Servizi, sul senso di appartenenza a un Gruppo di lavoro.

Non si tratta di una collaborazione dall’esterno, ma di un inserimento nella struttura più ampia.